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In Italia attualmente il mercato fotovoltaico prevede diverse modalità
d’incentivazione, dal Conto Energia allo scambio sul posto, dai bandi
regionali a quelli statali.
A seconda del tipo di convenzione che si stipula con il GSE è possibile
usufruire di diversi incentivi, primi tra tutti quelli legati al Conto Energia,
meccanismo che permette di ottenere un contributo proporzionale alla quantità di
energia prodotta dall’impianto e al tipo di installazione realizzata (al suo
grado di integrazione) per un periodo di 20 anni. Va inoltre specificato che
l’incentivo concesso dal Conto Energia è tanto maggiore quanto minore è la
potenza di picco dell’impianto e quanto maggiore è la sua integrazione
architettonica.
Altro meccanismo incentivante è quello dello Scambio sul Posto entrato in vigore
in versione rinnovata proprio l’1 gennaio 2009. Questo sistema consente di
immettere in rete l’energia elettrica prodotta e non immediatamente consumata e
permette all’utente di prelevarla in un momento successivo, quando ne avrà
bisogno ma il suo impianto non sarà in grado di produrne (per esempio di notte o
nelle giornate molto buie e piovose).
Periodicamente sono disponibili, inoltre, bandi regionali o statali che mettono
a disposizione dei cittadini e delle imprese contributi a fondo perduto
destinati a coprire una parte dei costi per la realizzazione sul territorio di
impianti solari fotovoltaici e termici.
Naturalmente chi decide di installare un impianto solare normalmente non
considera i soli incentivi o bandi pubblici: c’è il risparmio reale (e
crescente, in tempi di progressiva carenza energetica) sulle bollette
elettriche, il contributo positivo che ne riceve l’ambiente, grazie alla mancata
emissione di CO2 nell’atmosfera e la maggiore indipendenza dalla rete elettrica